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DOLORE VASCOLARE

L’ischemia critica degli arti degli arti inferiori ha sempre presentato soluzioni difficili per quanto riguarda la rivascolarizzazione e di conseguenza il dolore; assistiamo spesso al lento chiudersi di un microcircolo già poverissimo, dopo che il chirurgo ha tentato la rivascolarizzazione con bay-pass spesso arditi, brillanti soluzioni tecniche , ma che non sempre rimangono pervi e funzionanti nel tempo.
E’ una immagine straziante il proprio parente che passa la notte insonne seduto nel letto pieno di un sonno che non riesce a prevalere per un dolore trafittivo, continuo, da fare impazzire, ad un piede bluastro, che non cede nemmeno minimamente agli analgesici ingeriti.
Le tecniche antalgiche si avvalgono di presidi che riducono molto il dolore.
Oltre a trattamenti orali (antinfiammatori non steroidei, oppiacei deboli, e farmaci adiuvanti come antepilettici, antidepressivi)) risulta di grande efficacia la stimolazione elettrica del midollo spinale (purché eseguita in una fase clinica in cui vi è ancora la possibilità di reclutare microcircolo arterioso, quindi che non vi siano già necrosi) approccio peridurale con anestetici: Il tipo di dolore nocicettivo-neuropatico risponde discretamente all’infusione continua di anestetici per via peridurale con pompe elettroniche o elastomeriche, la riduzione del dolore dovrebbe permettere una migliore autonomia di movimento in modo che l’esercizio riattivi circolazione ematica: questo è lo scopo dei trattamenti, perché solo la chirurgia può “riabitare vasi chiusi” e purtroppo la chirurgia ha dei limiti.
Altra procedura utile nel dolore vascolare è il blocco nervoso della catena del simpatico, con anestetici o con neurolesione con alcool, questo riduce numerosi riflessi viscerali automantenentesi (dolore-spasmo arteriolare-dolore). Altri utili rimedi sono i blocchi di monconi nervosi o di vie nervose periferiche (esempio nell’arto fantasma)

Dr. Mario Peverini, Anestesista


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A cura del dottor © F. Caputi